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Una bella foto, un bel “Grazie!” e la pubblicità è servita?
Dipende… dipende da alcuni elementi (7 per la precisione), che sono alla base di una buona comunicazione.

Primo: il brand
Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) è di per sé un acronimo “facile”, orecchiabile, ed anche abbastanza noto, visto che da anni questa associazione è presente sul territorio, ed in comunicazione, con l’obiettivo di concorrere alla salvaguardia del patrimonio faunistico nazionale. 10 e lode per le finalità.

Secondo: l’obiettivo
La campagna punta al tesseramento, tema quanto mai sensibile per tutte le associazioni di volontariato, e argomento difficile da trattare. In questo caso, la soluzione è creare una tessera-facsimile pre-tagliata sul depliant (a sua volta allegato alle principali riviste) in modo da far percepire anche al tatto il valore del tesseramento stesso. 10 e lode per la “pensata”.

Terzo: il target
Chi ama gli animali non ha sesso né età, quindi la campagna deve essere asessuata e senza tempo: deve essere però evocativa di un bisogno, e quindi la foto dei due piccoli di nidiata è perfetta. 10 e lode per la foto.

Quarto: il messaggio
La semplicità è alla base della pubblicità. Un bel “Grazie!” fa molto di più di tanti discorsi, fa passare in secondo piano anche tutto il testo sulla bio-diversità, che in pubblicità sarebbe un po’ pesante e poco ‘attenzionale’. 10 e lode per la sintesi.

Quinto: il supporto
In questo caso più che parlare di media parlerei di supporto, una cartolina che contiene (in un modo estremamente efficace) la “tessera Lipu”. Un pezzo di carta, qualcosa di fisico da strappare, girarsi tra le dita, mettere nel portafoglio. Una tipica brand-experience, non molto diversa da quando ci proviamo un abito o annusiamo un profumo o semplicemente mangiamo una fetta di mortadella ai banchetti promozionali dei supermercati. Una brand-experience molto personale e ricca di significati, un semplice gesto (e poco dispendioso) per sentirsi subito protagonisti, per entrare in sintonia con Lipu e i suoi obiettivi.

Sesto: il budget
Supponendo che una associazione non abbia il budget per veicolare questa cartolina sulle riviste, a vieta di considerare questa soluzione (tipicamente carto-tecnica) per un depliant, una cartolina, un “qualcosa” da distribuire in uno dei numerosi eventi organizzati normalmente.

Settimo (e ultimo): la fantasia
Questa campagna dimostra una cosa semplice. Facendo volare la fantasia, si riesce a veicolare un messaggio forte in modo chiaro; facendo volare la fantasia si riesce a sentirsi partecipi solo toccando un pezzo di carta. Forse perché in Lipu con il volo hanno una certa dimestichezza.

E allora grazie!!
Alla prossima… e fate pubblicità!

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