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Come (non) fare advertising con dati e numeri del bilancio sociale

Analizziamo oggi un manifesto realizzato da un'associazione di volontariato per promuovere i risultati del bilancio sociale.

Un bilancio sociale non è propriamente un argomento di comunicazione, ma una sintesi di rendicontazione che prevede standard di contenuto definiti e precisi; viene però un momento in cui può essere strategico usarlo come argomento, citando cifre e azioni, elencando e diffondendo i risultati delle attività, anche per rendere merito ai volontari e volontarie che permettono di fornire alla cittadinanza una quantità veramente imponente di “cose fatte”.

Se valutiamo con le regole della comunicazione “efficace” (chiarezza espositiva, impatto, leggibilità, capacità di ingaggio, memorabilità), il risultato che vediamo qui oggi non è dei migliori, non certo per una mancanza di contenuti, quanto per un difetto di forma.

Nella forma grafica scelta, infatti, oltre ad una certa confusione di impaginazione (che può capitare) si è dato ai numeri - ed alle parole - un ulteriore ruolo, usandoli nella loro intima struttura di “forme e figure”.

Questa idea creativa (che può essere interessante, e spesso viene utilizzata) nell’esempio che vi propongo non aiuta la leggibilità del dato, anzi chiude tutti gli spazi, complice anche un trattamento con almeno 4 font diversi; il tutto (di fatto) rischia di essere parecchio illeggibile.

Il manifesto è stato inoltre infarcito di immagini che (per dimensione e “grana”) nulla aggiungono rispetto alla cattura dell’attenzione da parte di chi guarda, e rendono lo spazio ancora più denso respingendo lo sguardo dell’osservatore, che viene catapultato in un gramelot di difficile decodifica.

Per fare un paragone con la lingua parlata, questo manifesto assomiglia ad un discorso fatto a “rotta di collo”, senza pause e punteggiature, senza respirare. Se ci pensiamo, nessuno è molto attento ad un simile contatto di comunicazione.

E’ importante poi che si capisca subito chi sta parlando, mettendo in evidenza il più chiaramente possibile chi firma il manifesto: la firma dell'associazione è invece stritolata dentro al cuore in alto a sinistra, cuore che al suo interno ha anche già altri 5 loghi o simboli, più telefono e fax.

Se volete usare il bilancio sociale con l’obiettivo di fare advertising, scegliete bene le informazioni (perché tutte non si possono dare), dategli un ruolo e mettetele in priorità (perché non tutte hanno la stessa importanza), create una narrazione (perché il lettore ha bisogno di essere accompagnato).

Non inserite foto se non servono (in questo caso l’idea creativa di usare numeri e lettere come figure sconsigliava di inserire anche le foto), mettete in chiaro la firma possibilmente in basso a destra, e utilizzate file del logo puliti (il meno sgranati possibile).  

Proprio quando avete molto da dire (e complimenti - sempre - per questo) lasciate un po' d’aria tra una informazione e l’altra. Anche l’occhio ha bisogno del silenzio.

Alla prossima… e fate pubblicità.

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