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Accogliere i volontari

La prima risorsa di un’associazione sono i volontari. Saperli intercettare, accogliere e motivare è fondamentale quanto faticoso. Cesvot organizza periodicamente corsi e seminari per migliorare la capacità di accogliere i volontari e offre alle associazioni di volontariato toscane un servizio gratuito di consulenza e accompagnamento. Inoltre per le associazioni che sono alla ricerca di nuovi volontari e per i cittadini che vogliono dedicarsi al volontariato è disponibile la bacheca online "Volontari cercasi".

Sei domande per incontrare, accogliere e motivare i volontari

1. Perché? Prima di tutto è necessario chiedersi perché si cercano nuovi volontari o perché si ha bisogno di motivare quelli già presenti. L’analisi del bisogno associativo è fondamentale per poter orientare la ricerca, la selezione, l’orientamento e l’accoglienza dei volontari. Per capire quanti e quali volontari ha bisogno l’associazione è utile creare dei momenti di riflessione e confronto tra coloro che operano all’interno dell’associazione: il presidente, l’assemblea e il direttivo, i referenti delle varie attività, i volontari e i soci attivi, ecc.

2. Chi? Creare un profilo dei volontari di cui l’associazione ha bisogno. Solo avendo chiaro chi stiamo cercando, troveremo le persone di cui abbiamo bisogno e saremo preparati ad accoglierle e motivarle. Partendo dall’analisi dei bisogni si può tracciare un profilo dei potenziali volontari. Titolo di studio, età, competenze e attitudini personali, tutto andrà valutato. La selezione dei volontari è un’attività delicata ed è sempre meglio che venga svolta da più persone.
Ma ricordate, selezionare non è sinonimo di escludere! 

3. Cosa? Cosa faranno i volontari è un’altra domanda centrale: la motivazione all’operare volontaristico è infatti direttamente connessa alla difficoltà del compito. Se il compito è troppo facile o troppo difficile, la motivazione dei volontari scenderà velocemente, fino all’abbandono dell’associazione. Imparare a conoscere i volontari, le loro competenze ma anche le loro aspettative è fondamentale per capire cosa possono offrire all’associazione e cosa l’associazione può offrire ai volontari.

4. Come? Per accogliere, conoscere e motivare i volontari è senz’altro utile promuovere un percorso formativo che li introduca alle attività dell’associazione e li aiuti a capire cosa andranno a fare, con chi e in quale contesto. Prima di tutto, però, i potenziali volontari vanno ‘intercettati’ e ciò può avvenire grazie soprattutto ad una comunicazione mirata. Ad esempio, pensando ad una sezione sul sito dell’associazione dedicata alla ricerca di nuovi volontari oppure ad un video, un depliant o un messaggio nella mailing list. Importante è che, al di là dello strumento usato, la comunicazione sia chiara, diretta, non autoreferenziale e coerente con l’identità dell’associazione. 

5. Dove? Accogliere (bene) i volontari significa offrire loro un spazio accogliente. Ogni associazione è un luogo sia ‘fisico’ che ‘emotivo’, è un tessuto “vivo” di persone e relazioni: l’arrivo di un nuovo volontario, l’avvio di una nuova attività o un cambiamento delle mansioni o dei ruoli incidono inevitabilmente nelle dinamiche relazionali. La cura delle relazioni e la capacità di gestire i cambiamenti sono elementi fondamentali per la vita di un’associazione e dei suoi volontari. 

6. Quanto? Spesso siamo abituati a pensare a chi fa volontariato come ad una persona che ha compiuto una scelta definitiva o che è disposta ad impegnarsi in attività di lungo periodo. Non è così! Oggi sono sempre più le persone che desiderano sperimentarsi in attività di micro-volontariato o in forme ‘flessibili’ di volontariato, soprattutto tra le nuove generazioni. Essere disponibili ad un’accoglienza che tenga conto delle diverse tipologie di volontari e di impegno volontario garantirà all’associazione un miglior turn over di persone ed esperienze. 

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